Allevamento delle Querce Merizie

Lo Standard

LO STANDARD MORFOLOGICO DI RAZZA
Siete giunti nella pagina più tecnica del nostro sito; lo standard adottato dai paesi "latini" (più preciso e dettagliato rispetto a quello anglosassone) descrive il concetto di bellezza funzionale al quale qualsiasia razza che abbia una funzione lavorativa deve attenersi (e a questo dogma non deve sottrarsi neanchè setter inglese). Di seguito vengono descritte le regioni anatomiche della razza; i paragrafi sono estrapolati dal commento ufficiale allo standard di Caielli, Solaro e Colombo.

Caratteri generali
La conformazione generale è quella di un mesomorfo leggero il cui tronco sta nel rettangolo e quindi con l'arto anteriore, da terra al gomito, più corto dell'altezza dal gomito al garrese. Il bel setter inglese attuale deve essere un cane che unisca la potenza; senza pesantezza, all'eleganza delle forme; il suo aspetto deve denotare l'attitudine al lavoro; grande facilità di movimenti, muscoli lunghi, buona ossatura, ma non troppo forte, diamtri trasversali non troppo pronunciati. Non si raccomanderà mai abbastanza di scartare quei setters inglesi mastodontici, con pelle abbondante, linfatici, con testa grande, che oltre essere fuori tipo, saranno lenti e poco resistenti.

Testa
Dolicocefala: la sua lunghezza totale è di 4/10 dell'altezza al garrese. La lunghezza del cranio è uguale alla lunghezza del muso e lametà della lunghezza del muso e la metà della lunghezza totale della testa si trova sulla linea orizzontale che congiunge i due angoli interni degli occhi. L'indice cefalico totale non deve oltrepassare il n.45, cioè la larghezza bizigomatica del cranio deve essere inferiore alla metà della lunghezza totale della testa. Le direzioni degli assi longitudinali superiori del cranio e del muso sono fra di loro paralleli. Lunga, asciutta, leggera senza esagerazione, il salto naso-frontale marcato, le labbra decisamente disegnate nella loro parte anteriore devono terminare alle mascelle, non flaccide e pendenti.

Tartufo
Il tartufo sarà grosso, largo, umido, fresco e brillante, nero o marrone scuro: il pigmento marrone si riscontra in genere nei bianco-arancio e nei liver. È tollerato il pigmento color carnicino. deve essere sulla stessa linea della canna nasale e vista di profilo, la sua faccia anteriore si trova sul medesimo piano verticale anteriore delle labbra. Narici aperte e mobili e le ali nasali sottili.

Tartufo
Il tartufo sarà grosso, largo, umido, fresco e brillante, nero o marrone scuro: il pigmento marrone si riscontra in genere nei bianco-arancio e nei liver. È tollerato il pigmento color carnicino. deve essere sulla stessa linea della canna nasale e vista di profilo, la sua faccia anteriore si trova sul medesimo piano verticale anteriore delle labbra. Narici aperte e mobili e le ali nasali sottili.

Canna nasale
Diritta, lunga, larga; misurata a metà della sua lunghezza, la sua larghezza è il 40% della lunghezza della canna nasale stessa. Per la sua lunghezza e direzione in rapporto con l'asse del cranio vedi la descrizione della testa.

Labbra e muso
Le labbra devono essere sviluppate solamente da coprire ai lati la mandibola, dunque labbra molto morbide, non flaccide e pendenti, il profilo anteroinferiore-laterale del muso presenta il disegno di un semicerchio a corda poco chiusa, perciò nel setter inglese il profilo inferiore del muso è ancora dato dalle labbra. La lunghezza del muso corrisponde alla lunghezza della canna nasale e le sue facce laterali sono fra di loro parallele; la faccia anteriore si presenta piatta e cioè quadra. La lunghezza del muso deve raggiungere la metà della lunghezza totale della testa. La direzione degli assi longitudinali superiori del cranio e del muso sono fra di loro parallele. La regione sottorbitale deve presentare delle salienze e rilievi, il tessuto cellulare sottocutaneo e muscoli poco sviluppati, la pelle sottile: deve essere cioè ben cesellata.

Mascelle
Di uguale lunghezza, con le labbra della mandibola tendenti alla linea retta in tutta la sua lunghezza con arcate dentarie combaciandosi perfettamente ( a forbice ). Denti sani completi per sviluppi e numero.

Depressione naso frontale: Accentuata ma non brusca.

Cranio
La lunghezza del cranio è uguale alla lunghezza del muso. L'indice cefaletico totale non deve oltrepassare il numero 45, cioè la lunghezza bizigomatica del cranio deve essere inferiore alla metà della lunghezza totale della testa. La calotta del cranio, vista di profilo, dve essere leggermente convessa, la parte posteriore deve essere ovale, sensibile la cresta occipitale. Il cranio meno largo frale orecchie. Le pareti laterali sono ovunque piatte. I seni frontali molto sviluppati. Sutura metopica marcata.

Orecchie
Le orecchie devono essere attaccate in basso e cioè a livello dell'arcata zigomatica o meglio sotto e indietro, cioè fra l'attaccatura della testa e il collo. Di lunghezza moderata, non devono mai raggiungere i 2/3 della lunghezza totale della testa. In stazione normale e con la testa in posizione orizzontale la punta passa di circa tre centimetri la linea inferiore della gola. Devono pendere senza scostarsi dalle guance e non mettere in mostra la loro faccia interna. Non devono essere larghe cioè non devono essere spiegate in tutta la loro larghezza. L'orecchio del setter inglese forma una piega su se stesso, in senso longitudinale ( cioè, secondo la lungezza dell'orecchio) e questa piega è permessa appunto dalla pelle sottile e morbida e dalla cartilagine sottile e fine. Le frange fini e setacee che coprono la faccia esterna del padiglione, devono diminuire in lunghezza nella parte inferiore in modo che la estremità del padiglione, che comprende lo spazio di due o tre centimetri al massimo, deve essere coperta di pelo raso e vellutato. L'apice del padiglione deve terminare in una punta leggermente arrotondata.

Occhi
Devono essere grandi, brillanti, dolci, espressivi, denotanti intelligenza; in posizione semilaterale, di color nocciola scuro il più possibile; tuttavia il colore può essere un pò meno scuro nei setters bianchi, bianchi-arancio. L'arcata sopracigliare deve essere nettamente separata dalla fronte. Le palpebre non devono lasciare scorgere la congiuntiva, essere cioè ben aderente al bulbo oculare e la pigmentazione del loro margine o marrone o nera.

Collo
Il collo è uguale alla lunghezza della testa: deve raggiungere i 4/10 dell'altezza al garrese. La sua circonferenza, a metà della sua lunghezza, in un setter di cm. 60 al garrese, deve essere di cm. 40 . Deve essere ben muscoloso, quantunque magro, leggermente arcuato nella sua parte mediana superiore; la sua congiunzione con la testa nettamente marcata, in modo da lasciare ben libera la parte posteriore del cranio. Il collo deve allungarsi con armonia ed i muscoli aumentare d'importanza nel punto di congiunzione con la spalla, ma senza pesantezza e conservando sempre eleganza. Esso deve sempre essere esente da giogaia e le frange, formando un leggero collare al margine inferiore, devono spiccare nettamente.

Corpo
La lunghezza del tronco misurato dalla punta della spalla ( articolazione scapolo omerale) alla punta della natica (punta posteriore dell'ischio) deve superiore l'altezza al garrese. La maggiore lunghezza del tronco non deve superiore 1/20 dell'altezza al garrese o al massimo un 1/18. Il tronco del setter deve restare in un rettangolo.

Petto
Ben aperto e largo con muscoli pettorali ben sviluppati. La sua larghezza è in proporzione diretta di quella del costato, e deve essere del 25% dell'altezza al garrese, misurata fra i margini supeo-anteriori delle braccia. Il manubrio dello sterno è situato al livello della punta delle spalle.

Torace
Deve scendere sino al gomito e meglio se lo sorpassa di circa due centimetri. Profondo con coste lunghe e ben convesso e gli archi costali aperti. Le ultime false coste ben avvicinate al margine anteriore delle cosce. Ben convesse alla metà della loro altezza. Il suo diametro trasversale, che è più sviluppato a metà dell'altezza del costato, va gradatamente diminuendo verso lo sterno, senza formare però carena. La regione sternale lunga, deve rimontare dolcemente verso l'addome. La circonferenza del costato deve essere 1/4 superiore dell'altezza al garrese e il suo diametro trasversale del 39% dell'altezza stessa. In un setter inglese di cm.60 al garrese il costato dovrebbe fornire le seguenti misure: perimetro misurato dietro il gomito cm.74; agli archi costali cm.64, profondità cm.33 altezza cm.31,5, diametro trasversale cm. 19.

Dorso
Garrese elevato sulla linea dorsale e stretto per ravvicinamento della punta delle scapole fra di loro. Il profilo del dorso è retto. La lunghezza del dorso deve essere in rapporto alla profondità del torace (lunghezza): ad ogni vertebra dorsale corrisponde una costola.

Lombo e rene
Ben fornito di muscoli in larghezza. Ben fuso con la linea del dorso e ben arcuato visto di profilo. La sua lunghezza è un pò meno del quinto dell'altezza al garrese e la larghezza si avvicina alla lunghezza.

Ventre e fianchi
Il ventre deve rimontare leggermente, ma non troppo: non deve essere levrettè. I fianchi sono lunghi come i lombi e poco incavati.

Groppa
Larga, muscolosa, orizzontale (con inclinazione di circa 10° sull'orizzontale). La sua lunghezza è di circa 1/3 dell'altezza al garrese e la larghezza di 1/7 dell'altezza al garrese.

Coda
È inserita alta, grossa e robusta alla radice, va diminuendo di grossezza fino alla punta. La sua lunghezza deve superare di circa tre centimetri l'altezza dell'arto anteriore al gomito. È portata piuttosto bassa che alta, senza deviazione laterale, leggermente incurvata a forma di falce rovesciata. Le frange non devono cominciare dalla radice della coda, ma solamente due o tre centimetri dall'attaccatura e aumentano gradatamente di lunghezza fino alla metà della sua lunghezza per diminuire gradualmente fino alla punta della coda, in modo da assumere la forma di un triangolo isoscele. Le sete devono cadere in frange diritte o leggermente ondulate, non folte, mai increspate e arricciate.

Organi sessuali
I due testicoli devono essere di corretto e uguale sviluppo, contenuti nella loro sede naturale: nello scroto.

Arti anteriori
Appiombi normali visti di profilo: 1) La verticale, abbassata dall'articolazione scapolo-omerale (punta della spalla o del braccio) deve cadere toccando la punta delle dita.
2) La verticale abbassata dall'articolazione omero-radiale deve dividere in due parti quasi uguali (la maggiore è quella anteriore), l'avambraccio, il carpo, uscendo fuori posteriormente a livello della metà della lunghezza del metacarpo.
Appiombi normali visti di fronte: La verticale abbassata dall'articolazione scapolo-omerale deve dividere in due parti quasi uguali l'avambraccio, il carpo, il metacarpo e il piede. La lunghezza dell'arto anteriore da terra al gomito è inferiore alla lunghezza misurata dal gomito al garrese. Questa lunghezza ridotta dell'arto misurato da terra al gomito è data dalla brevità dell'avambraccio che negli altri setter è più lungo del braccio. Questa peculiarità del setter inglese ha dato origine alla felice espressione: "le setter anglais est près de terre" e questa conformazione è appunto quella che favorisce il "gattonamento".

Spalla
Lunga 1/4 (meglio se più lunga) dell'altezza al garrese, inclinata di 45°- 55° sull'orizzontale, con muscoli molto sviluppati e libera nei movimenti. Le punte delle scapole, nel cane in stazione normale e a collo eretto devono essere molto ravvicinate fra di loro (non più distanti di un centimetro e mezzo).

Braccio
Come la spalla fornito di muscoli molto sviluppati e di forte ossatura. Ha una inclinazione di circa 65° sull'orizzontale e la lunghezza ( superiore a quella dell'avambraccio ) è circa il 33% dell'altezza al garrese. La sua direzione è quasi parallela al piano mediano del corpo.

Avambraccio
Di forte ossatura, presenta una linea verticale; la sua sezione è ovale, a differenza degli altri setters la sua lunghezza è inferiore a quella del braccio. In un setter inglese di cm. 60 al garrese, l'altezza dell'arto al gomito è di cm.28,50. Con un'altezza inferiore a questa misura si avrebbe un arto troppo corto e il cane sarebbe esageratamente près de terre a danno dell'estetica, dell'andatura e della velocità. I gomiti devono trovarsi in un piano parallelo al piano mediano del corpo: non troppo serrati alla parete del costato (detti gomiti chiusi), né deviati all'infuori (gomiti aperti). La punta del gomito deve trovarsi alquanto avanti alla perpendicolare calata dall'angolo caudale (punta posteriore) della scapola.

Carpo
Sulla linea verticale visto di fronte; visto di profilo deve essere steso in modo che la verticale abbassata dall'articolazione omero radiale deve dividere in due parti uguali l'avambraccio e il carpo e uscire fuori a metà della lunghezza del metacarpo. La sua lunghezza è un pò superiore di 1/6 dell'altezza di tutto l'arto al gomito.

Piede
Di forma ovale (piede di lepre) con dita ben vicine fra loro e arcuate, ricoperte di pelo abbastanza lungo anche fra le dita. Suola dure e unghie ricurve e pigmentate.

Arti posteriori
Appiombi normali visti di profilo: La verticale abbassata dalla punta della natica deve toccare la punta delle dita, dovendo il metatarso essere sempre in posizione verticale. Appiombi normali visti posteriormente: La verticale abbassata dalla punta della natica deve dividere in due parti eguali la punta del garretto, metatarso e piede.

Coscia
Larga, lunga, e muscolosa con margine posteriore convesso, la sua direzione è oblqua dall'alto al basso e dall'indietro in avanti (75%) e, rispetto alla verticale, parallela al piano mediano del corpo. La sua lunghezza non deve essere inferiore al terzo dell'altezza al garrese e la faccia esterna deve raggiungere i 3/4 della sua lunghezza.

Gamba
Con forte ossatura, ben fornita di muscoli, con scanalatura gambale ben marcata. La sua lunghezza è di poco inferiore a quella della coscia e la sua inclinazione è di circa 38° sull'orizzontale.

Garretto
Le sue facce devono essere molto larghe ed il suo angolo anteriore, data l'inclinazione accentuata della tibia, chiuso. La distanza dalla punta del garretto a terra deve essere di circa il 27% dell'altezza al garrese. La linea posteriore che dalla punta del garretto scende a terra deve trovarsi sulla verticale abbassata dalla punta dell'ischio.

Metatarso
Il metatarso deve trovarsi sempre in posizione verticale e la sua lunghezza è di circa, in un setter di cm. 60 al garrese, cm. 16,50. Robusto, asciutto, privo di speroni; visto di profilo deve trovarsi indietro della verticale abbassata dalla punta della natica, un pò più della misura del piede.

Piede
Con tutti i requisiti dell'anteriore e un pò meno ovale.

Pelo
Fine, stirato, mantiene in tutta la sua lunghezza, che è di circa cm. 5-6, una linea diritta, senza alcuna deviazione dal suo asse. È di natura setacea. È raso sulla testa, ad eccezione della faccia esterna del padiglione delle orecchie (parte superiore), margine anteriore e sulle facce laterali dell'avambraccio, del tarso, e del metatarso. Forma frange non folte al margine inferiore del collo, alla regione sternale, al margine posteriore degli arti, alle natiche e alla coda. I piedi sono ben guarniti di pelo specialmente fra le dita. Sottopelo abbondante solo nella stagione invernale.

Colore del manto
Il colore del mantello del setter inglese è variabile: binaco e nero tendente al blu (blu-bleton); bianco-arancio (orange-belton); bianco e marrone (liver-belton); tricolore ( bianco a macchie nere e focature); questi colori sono da preferirsi. I mantelli interamente bianchi, fegato, arancio, nerei e neri focati non sono ricercati. Le moschettature possono essere più o meno numerose e le macchie più o meno grandi.

Pelle
Sottile, con limitato connettivo sottocutaneo e perciò ben aderente al corpo, in ogni regione, non deve formare giogaia al collo e la testa non deve presentare assolutamente rughe. Le mucose e le sclerose nere o marrone e così pure le unghie e la suola dei cuscinetti plantari, e digitali.

Altezza al garrese
Nei maschi da cm. 56 a cm. 62; nelle femmine da cm. 54 a cm. 60.

Peso
Da Kg. 20 a 30.

Andatura
In caccia a grande galoppo.

Altezza
L'altezza ideale del setter inglese non deve superare i cm. 60


LO STANDARD DEL LAVORO
L'andatura è di galoppo spigliato, elegantissimo e rapido ma non impetuoso, così che paragonandola a quella del pointer, è di velocità un pò inferiore. A parità di lunghezza del tronco, si svolge secondo una linea più presso terra (rasente) e asseconda di più anche le lievi ondulazioni del terreno, di modo che risulta più "pieghevole". E ciò è in relazione alla struttura prevista dallo standard corrispondente alla psiche che lo rende atto ad un diverso movimento degli arti. L'omero del pointer, più corto per rispetto al radio, diminuisce le possibilità angolari e forse la distanza di appoggio degli arti anteriori. Il posteriore poi è costruito per la sgroppata potente ed i due arti posteriori danno la spinta propulsiva in due tempi sì, ma più serrati, e si protendono maggiormente all'indietro. Nel setter inglese, invece, i tempi sono più larghi, e gli arti posteriori lavorano più separatamente. Nell'insieme si ha l'impressione di un sistema di locomozione non meno perfetto di quello del pointer, quantunque diverso: più elastico se meno audace, atto anch'esso alla più grande resistenza. La cerca incrociata si spiega istintivamente in diagonali più brevi, un pò meno spaziate, e questo in conseguenza della tendenza ad ispezionare più a fondo il terreno. L'educazione però può far raggiungere anche le vastità proprie dei migliori pointers. Queste diagonali, poi, non sono rigidamente rettilinee, ma spesso il tracciato seguito dal cane è lievemente serpeggiante rispetto alla retta che unisce i due punti estremi della diagonale stessa (e questo come conseguenza della speciale diligenza nell'ispezione del terreno).

Facile a bruschi cambiamenti di direzione, poi ripresa nel senso regolare. La coda è portata secondo il prolungamento della linea renale, con tendenza al basso (mai più alta) ben viva e nervosa, nei rettilinei a grande velocità oscilla solo dall'alto in basso. Ma poichè, come si è detto, non si preoccupa principalmente dell'andare e tende ad una maggiore analisi, per i facilissimi distacchi dei rettilinei (ove la coda frangiata gli èefficacissimo timone), e per i continui lievissimi rallentamenti con immediata ripresa (che si impone, tenuto conto della sua natura che chiara si rileva nei soggetti lenti, i quali battono allegramente la coda in cerca), per tutte queste ragioni concomitanti nei grandi "trialers" si notano oscillazioni dall'alto in basso spesso combinate con moti trasversali, che si traducono in rotazioni contenuti, ritmiche con il galoppo, ora verso destra, ora verso sinistra, in dipendenza della rotazione del tempo di galoppo. Portamento di testa e di naso alto, ma non in modo costante e rigido come nel pointer; la testa è più mobile, denotante vigilanza nel compito olfattivo, mentre in quello pare quasi che tutto si svolga automaticamente. Le orecchie, vive e leggere, vibrano tra lanuca e il collo senza sbattacchiare troppo sopra e sotto il cranio ad ogni tempo di galoppo. Entrando in una zona lievemente impregnata di effluvio, questo trialer si abbassa in tutto il corpo, mentre talvolta il naso emerge dalle alte erbe. E rimonta nel vento, seguendo la emanazione il più direttamente possibile, cauto e sospettoso, di trotto o di passo svelto, con marcata contrazione muscolare e movimento di scapole salienti. Il suo avanzare è silenziosissimo, ed il moto degli arti così armonioso, che spesso, se la vegetazione è un pò alta, dà l'impressione di spostarsi per virtù magica, tirato da un filo invisibile, avendo le zampe trasformate in scorrevoli rotelle. Se si persuade che il selvatico è già frullato, man mano si rialza e, aumentando l'andatura, riprende la sua corsa abituale. Se per contro si accorge della presenza del selvatico, gradatamente rallenta e si irrigidisce in "ferma", sovente la maschera atteggiata in un ghigno, l'occhio sfavillante, la coda tesa e immobile, seguente la linea del rene, mai più alta, talvolta un pò arcuata (la corda dell'arco passante sotto la coda). È preferita, in questo caso, la ferma in piedi: eretta la testa, con la canna nasale orizzontale o montante, le orecchie ripiegate indietro, solo erette di tanto in tanto. Su lepre o su selvatico molto vicino, abitualmente le orecchie sono erette. Se, in cerca taglia una zona impregnata di effluvio che lo rende immediatamente certo della presenza del selvatico, con una contrazione improvvisa si rimpicciolisce e si arresta in posa da felino. Indi inizia la "filata" come sopra descritta, ma quasi strisciando, lo sterno rasente terra, con flessioni eccezional a tutte le giunture degli arti, che gli consentono, anche in quella positura, un passo assai lungo, paragonabile a quello del felino, incompatibile, ad esempio, con la struttura del pointer. Il gioco delle scapole è visibilissimo dalle punte molto sporgenti sul garrese. Poi man mano si rialza un pò e va in ferma come già descritto più o meno a terra. Se poi al galoppo entra improvvisamente nell'effluvio diretto, per poca che sia l'erba sparisce a terra, come inghiottito per incanto; avvicinandosi, lo si trova in pose incredibilmente contratte, spasmodiche, rigidissime. La differenza degli atteggiamenti che precedono la ferma tra il pointer ed il setter fanno sì, anche a parità di naso, che quello fermi più a lungo, consapevole che la azione eretta e prepotente non gli consentirebbe di troppo avvicinare il selvatico, mentre questo sa che la sua azione insidiosa e celata gli permette di maggiormente osare. Quando il selvatico, al giungere del conduttore, tenta di allontanarsi pedonando, il setter inglese lo segue preoccupandosi di mai perdere il contatto, senza volontariamente abbandonarlo, per ritrovarlo nel vento, facendosi ora serpe, ora pantera; allungandosi spesso inverosimilmente, sfoggiando le più svariate pose che l'orgasmo, quasi voluttuoso, del momento impone al suo corpo flessuoso e plastico. Si osservi che l'azione di "gattonata" è sempre tanto bassa e strisciante quanto più il setter ha timore di esser visto dal selvatico (terreno scoperto). Quando, per contro, è assistito da buon vento, decisamente favorevole, e da vegetazione sufficientemente sviluppata, allora tutto il lavoro è più alto, a distanza, meno sospettoso, e le ferme sono in piedi, con gli arti appena flessi.